Problemi alla prostata per chi va in bici? Ecco quali sono le correlazioni e come prevenire

ciclista anziano

L’attenzione al benessere ha portato, negli ultimi anni, gli appassionati di bici a porsi una serie di domande su quelli che possono essere i problemi alla prostata durante l’utilizzo di questo strumento. In questo articolo andremo a considerare quali sono le ricerche scientifiche che hanno come tema il rapporto bici e patologie prostatiche, valutando come intervenire al fine di dedicarsi alla propria attività senza stress.

Perché è importante la prostata nel corpo umano

Il termine prostata spesso viene pronunciato con timore da tutti gli uomini adulti, in particolare da quelli che hanno superato l’età dei 50 anni, e che possono aver percepito alcuni fastidi nelle parti dei genitali e durante la minzione. Infatti la prostata è una ghiandola posizionata tra l’ano e la vescica, la quale ha la funzione di produrre il liquido seminale che viene rilasciato durante l’eiaculazione.

Con il trascorrere dell’età si possono avere una serie di conseguenze al suo regolare funzionamento, incidendo sulla fertilità di un soggetto e sul suo benessere quotidiano. Per questo oggi i controlli alla prostata non sono una semplice opzione ma una forma di prevenzione al fine di contrastare la formazione di due delle patologie più diffuse:

Ipertrofia prostatica benigna: Conosciuta anche con il termine di iperplasia prostatica, è un ispessimento dei tessuti fibrosi della prostata dovuto all’aumento delle cellule e alla formazione di noduli. La crescita del volume determina una leggera compressione sulla vescica che può portare a una sollecitazione continua a urinare.

È una patologia reversibile, dato che non vi è la produzione di cellule tumorali, ma è strettamente collegata all’eccesso di estrogeni e al naturale invecchiamento. Colpisce circa il 10% degli uomini che hanno superato i 40 anni di età è una percentuale superiore all’60% dei soggetti che hanno invece compiuto i 60 anni.

Il tumore alla prostata: Prevede la formazione di cellule tumorali che ispessiscono la prostata, determinando quindi la sua infiammazione e la degenerazione delle funzioni. È una patologia con un’incidenza molto elevata quasi quanto il tumore ai polmoni, basta considerare che un uomo su quattro, oltre i 50 anni, può soffrire di un cancro alla prostata.

Tra le principali cause collegate alla sua formazione, vi è l’obesità, una dieta in cui prevalgono gli acidi grassi saturi e infine anche i fattori ambientali, dato che si ha una prevalenza di casi nella zone altamente industrializzate.

Il rapporto tra problemi alla prostata e ciclismo: lo studio della University College Of London

Il ciclismo è uno sport affascinante, ma tutti coloro che lo praticano si sono trovati spesso nella situazione di percepire un fastidio nella zona dei genitali e del perineo, realtà che ha portato al domarsi se eventualmente ci possono essere delle correlazioni tra le principali patologie legate alla prostata e l’utilizzo costante della bicicletta.

È importante precisare subito che non si è rilevata nessuna incidenza tra la pratica del ciclismo ed eventuali danni alla prostata. A testimoniarlo è stata una ricerca effettuata nel 2014 da parte dei ricercatori dello University College of London, i quali hanno analizzato un campione di circa 5.000 ciclisti suddivisi in quattro gruppi di studi, in base al numero di ore settimanali che dedicavano alle biciclette.

I risultati ottenuti sono stati comparati con quelli dei soggetti che invece non avevano mai praticato attività su due ruote. In base a quanto analizzato, si è potuto stabilire che non vi è nessuna correlazione tra la pratica del ciclismo e l’ipertrofia prostatica o la formazione del tumore alla prostata, rispetto ai soggetti sedentari. Dall’altro lato si è però evidenziato uno strano dato, con l’aumento delle diagnosi delle patologie prostatiche nei soggetti che si dedicano alle bici.

Questo potrebbe far pensare a una correlazione tra questa pratica sportiva con conseguenti problemi sull’apparato genitale maschile. Una correlazione che, come spiegato dagli stessi studiosi, è dovuta al fatto che i ciclisti, sono più attenti al loro corpo e come tale si sottopongono a un maggior numero di controlli, i quali possono eventualmente rilevare, preventivamente, la formazione di un ispessimento delle parete della prostata ed eventuali patologie.

I problemi alla prostata per chi va in bici: Come comportarsi

I dati che sono stati forniti dagli studiosi dell’Università di Londra, hanno comunque sottolineato che la pratica del ciclismo anche se non incide sulla formazione di tumori e della iperplasia prostatica, determina comunque delle pressioni e sollecitazioni sui genitali e una sul perineo. Questi fattori devono essere presi in considerazione da coloro che soffrono di problemi alla prostata e che non vogliono rinunciare alla loro passione per la bici.

Infatti sarà possibile vivere questa esperienza senza stress e senza doversi fermare per alcuni giorni, per esempio per la presenza di dolore mentre si urina, con una serie di accorgimenti. Vediamo insieme quali sono i rimedi.

I rimedi per chi ha problemi alla prostata: La corretta posizione in sella

La pressione del corpo sulla sella è un fattore che tutti i praticanti del ciclismo conoscono, ed è una realtà che non si può evitare. Ciò su cui molti studiosi hanno posta attenzione è l’analizzare quale sia la giusta posizione che si deve mantenere sul sellino dal punto di vista biomeccanico.

Infatti se la sella ha una conformazione giusta, ad aderire a essa saranno le protuberanze inferiori del bacino, e quindi la struttura ossea, che può essere facilmente percepita, toccando la parte inferiore dei glutei. In questo modo il peso del corpo, non graverà sul perineo, che è situato in una parte più profonda, evitando eventuali irritazioni e infiammazioni della parte interessata. Questo ovviamente è possibile solo se la sella ha una giusta conformazione sia per ciò che riguarda le misure, sia per la sua posizione rispetto al suolo.

Scegliere la sella più adatta alle proprie esigenze

La scelta della sella è quindi un’operazione da non sottovalutare e non è uguale per tutti, dato che ogni individuo ha una conformazione del bacino differente. Oggi in commercio esistono tantissimi prodotti, tutti di ottima qualità e con la presenza di modelli di selle specifiche nel caso in cui si abbiano già dei problemi alla prostata. In ogni caso la scelta dovrà avvenire provando il sellino in modo che si conformi perfettamente alle proprie caratteristiche fisiche.

Continuare ad allenarsi seguendo alcune attenzioni

Gli studi medici hanno dimostrato che non vi sono correlazioni tra le patologie alla prostata e la pratica del ciclismo, ma che i benefici di questa disciplina per la salute di un individuo sono tantissimi. Per questo nel caso in cui vi siano problemi alla prostata in ogni caso non bisognerà abbandonare l’attività del ciclismo, ma si potranno prendere degli accorgimenti.

Infatti oltre alla scelta della sella, si dovrà fare attenzione a come posizionarsi su di essa. Inoltre durante un allenamento, è consigliabile alternare delle fasi in cui si rimane seduti per lungo tempo a movimenti con il bacino staccato dal sellino.

Tenere sotto controllo il proprio corpo e la minzione

Il corpo umano, manda dei segnali precisi in caso in cui vi siano dei cambiamenti e può essere importante percepirli al fine di prevenire eventuali infiammazioni, in particolare dopo che si è effettuata un percorso in bici di media intensità. Se infatti si sentono dei dolori alla parte bassa dei genitali, nella zona del perineo e si ha difficoltà nell’urinare, sarà necessario verificare che il sellino sia adatto, controllando se non si è esagerato con il programma di allenamento, e nel caso rimodularlo.

Rivolgersi a uno specialista

In ogni caso, se si percepiscono dei fastidi e sangue nelle urine, sarà importante rivolgersi a un medico specialista, al fine di avere i giusti consigli e verificare l’eventuale presenza di tumori o ipertrofia prostatica. In questo modo si potranno programmare al meglio il proprio programma di allenamento.

Conclusioni

Vivere l’esperienza della bicicletta è una disciplina che porta sensazioni bellissime e al contempo anche con enormi vantaggi al corpo. In base alle ricerche mediche effettuate non ci si dovrà preoccupare di eventuali problemi alla prostata, con il pericolo di una formazione di iperplasie prostatiche o di tumori.

Utilizzare una bici è un’attività che potrà essere svolta a qualunque età, ma oltre i 50 anni può essere importante effettuare un controllo periodico alla prostata. Infine è indispensabile per chiunque impiega una bici, per passione o per sport, scegliere il giusto prodotto e il sellino più adatto.