Misurazione battiti cardiaci: Perchè è importante nello sport?

battito cardiaco

Quando si effettua una qualsiasi attività sportiva è opportuno tenere attentamente sotto controllo tutti i parametri vitali, per evitare che i principali organi del corpo vadano in sofferenza provocando conseguenze più o meno gravi. Il discorso vale per le persone allenate ma a maggior ragione per coloro che non sono particolarmente avvezzi al movimento e all’ascolto del proprio organismo.

Attualmente in commercio sono disponibili una vasta gamma di dispositivi più o meno tecnologici in grado di misurare i battiti cardiaci e restituire sempre in tempo reale la condizione psicofisica degli individui che li indossano.

Può trattarsi di un orologio cardiofrequenzimetro o di una fascia cardio per il torace, l’essenziale è avere sempre sotto gli occhi lo stato di fatica di uno dei muscoli più importanti del nostro corpo. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono i valori definiti normali e perché è importante monitorarli con cura quando ci si accinge a compiere uno sforzo fisico.

Battiti cardiaci per minuto: Di cosa si parla esattamente?

Per battiti cardiaci al minuto si intendono essenzialmente le contrazioni regolari che il cuore compie continuamente per pompare il sangue all’interno dei vasi sanguigni.
Una misurazione di questo genere permette di effettuare una stima di massima in un tempo piuttosto limitato, quindi è opportuno ripeterla nel corso del tempo per valutare eventuali anomalie sfuggite alla prima occhiata.

In condizione di riposo, i bpm considerati della norma si attestano in un range che va dai 60 ai 100, mentre un numero inferiore o superiore può essere indice di qualche patologia fisica. In condizioni di sforzo eccessivo, il sistema vascolare lavora a una velocità molto più importante e i dispositivi elettronici possono segnalare fino a 180 bpm al minuto, mettendo il muscolo cardiaco a dura prova.

Si tratta pertanto di un elemento fondamentale da tenere sotto controllo, poiché segno di malfunzionamento dell’organismo. In mancanza di un aiuto elettronico, è possibile arrestare momentaneamente il proprio esercizio e provvedere alla rilevazione tramite polso, ponendo due dita all’altezza delle vene della zona e contando il numero delle pulsazioni nell’arco di 60 secondi.

È certamente un’opzione meno precisa ma permette di ottenere un’idea di massima che possa o meno allarmare il diretto interessato. Per gli atleti professionisti è opportuno ricordare che i valori minimi possono attestarsi anche attorno ai 50 bpm, quindi non è necessario ricorrere al medico se il parametro sembra eccessivamente basso. Questo accade perché l’organo è notevolmente più allenato e non ha necessità di ricorrere a tutta la propria potenza per ottemperare all’attività fisica richiesta.

Perché è importante misurare i battiti cardiaci?

L’aspetto più importante della misurazione dei battiti cardiaci durante lo sport è la possibilità di valutare se lo sforzo al quale è sottoposto il corpo è in quel momento troppo eccessivo ed è pertanto necessario allentare il ritmo. Il consiglio, soprattutto per coloro che sono alle prime armi o non riescono a eseguire esercizi con regolarità, è quello di procedere gradualmente, stilando un programma che sia sostenibile per l’organismo e non danneggi la sua funzionalità.

Un numero troppo elevato di battiti cardiaci genera infatti quella che è comunemente conosciuta come tachicardia, una sensazione di forte pressione sul petto che tende a durare diversi minuti prima di riacquistare una condizione di normalità.

Se pur avendo le dovute accortezze durante lo sport il cuore tende a subire delle impennate nel valore misurato, è suggerito rivolgersi a un medico specializzato, che possa effettuare un esame obiettivo e prescrivere una serie di test che possano chiarire una volta per tutte la situazione, come l’elettrocardiogramma e il monitoraggio secondo Holter.
È infatti possibile essere in presenza di un muscolo particolarmente debole ma anche di malattie più gravi delle quali si è sempre ignorata l’esistenza.

Come interpretare i valori anomali

Nel caso in cui non si riscontrasse alcun problema fisiologico ma nel corso dell’attività sportiva il muscolo cardiaco continuasse a pompare a velocità superiore alla norma, è opportuno accettare il proprio limite momentaneo e non sottoporlo a uno sforzo che a lungo andare potrebbe danneggiarlo irrimediabilmente.

L’esercizio serve infatti a tenersi in forma e soprattutto stare bene con sé stessi, quindi portarlo al limite della sopportazione non crea alcun vantaggio in nessuno dei due ambiti.

Come ogni parte del corpo, anche questa necessita del giusto allenamento per aumentare i propri standard di prestazione, senza effettuare strappi troppo traumatici che in tal caso provocano conseguenze speso gravi.

Come non ti sogneresti mai di iniziare un allenamento faticoso senza il giusto riscaldamento, per evitar di lesionare i muscoli degli arti, con ancora maggiore attenzione è necessario trattare il cuore, che fortunatamente mostra avvisaglie di fatica attraverso l’aumento dei battiti.

L’importanza della loro misurazione risiede proprio nella possibilità di fermarsi prima che il numero diventi sproporzionato, preservando l’organismo nel breve e lungo termine con il rispetto che questo merita.